interviews

up close and personal with the protagonists

26.03.2009 | Interviews

Marmomacc: un percorso per diffondere la "cultura della pietra"

Interview by Valentina Valente
../../media/post/pag_272.jpg
Mauro Albano, Brand Manager di Marmomacc

Marmomacc è un appuntamento annuale importante che non si esaurisce però solo nel singolo evento e nei giorni di svolgimento della manifestazione.
Molte infatti sono le iniziative a corredo di questo salone che durante tutto l’anno mirano a diffondere la “cultura della pietra”.
Per il 2009 cosa c’è in cantiere? Lo abbiamo chiesto a Mauro Albano, Brand Manager di Marmomacc.

1- Molto ambizioso è il percorso che Marmomacc sta delineando per favorire la promozione ed utilizzazione della pietra naturale nelle costruzioni americane. Di che cosa si tratta e perché si sta puntando al mercato statunitense?

Il mercato americano costituisce tuttora la seconda area di destinazione, per valore economico, dell’export italiano della pietra.
Nell’ultimo decennio tuttavia è progressivamente aumentata la concorrenza da parte di paesi emergenti che hanno acquisito quote di mercato negli USA erodendo la nostra leadership.
Per poter mantenere l’immagine di migliori produttori, non potendo ridurre ulteriormente le vendite e non riuscendo a competere con i costi estremamente contenuti dei prodotti realizzati nei paesi emergenti, abbiamo intrapreso diverse attività sul suolo americano a favore di quelle categorie in grado di percepire ed apprezzare la qualità del prodotto lavorato in Italia nonché il know how delle nostre aziende.
Nel 1998 furono intraprese relazioni con l’Istituto Americano degli Architetti – AIA – che riconoscendo le indiscusse capacità delle aziende italiane e dei nostri docenti, decise di scegliere Veronafiere quale soggetto autorizzato ad organizzare corsi di formazione per architetti americani sul tema della conoscenza e utilizzo della pietra.
Così l’anno successivo, durante lo svolgimento di Marmomacc, iniziò il primo corso riservato ad architetti iscritti ad AIA. Veronafiere che aveva ottenuto dall’Associazione americana la qualifica di “provider” attribuì per la prima volta “credits” agli architetti che frequentarono il seminario. I “credits” sono indispensabili agli architetti per rimanere iscritti all’albo professionale e quindi poter lavorare.
Attualmente Veronafiere è l’unico organizzatore fieristico al mondo che può vantare tale riconoscimento.
La promozione sul suolo americano viene poi attuata attraverso la partecipazione ad alcuni importanti eventi.
Dal punto di vista commerciale il più interessante è senza dubbio la fiera che si svolge a Las Vegas: Stonexpo.
Grazie ad una collaborazione pluriennale tra Veronafiere e l’organizzatore - Hanley Wood Exhibitions – e visti i positivi risultati ottenuti, nel 2008 abbiamo siglato un accordo grazie al quale la manifestazione ha subito un “rebranding” modificando il nome in Stonexpo Marmomacc Americas.
In questa fiera organizziamo una collettiva di aziende che partecipano regolarmente alla Marmomacc di Verona e che propongono su quel mercato i migliori prodotti lapidei.
Inoltre da 11 anni siamo assiduamente presenti al più importante evento americano dedicato al mondo della progettazione.
L’AIA – American Institute of Architects – organizza, presso i convention centers delle più importanti città americane, una Convention annuale nel corso della quale concentra un alto numero di seminari per i propri associati. E questo per consentire agli architetti di acquisire punteggi (credits) per la loro professione.
Nei tre giorni centrali della settimana dedicata alla formazione, si svolge una importante fiera con la presenza delle più innovative aziende che propongono prodotti, materiali, soluzioni e software destinato al mondo della progettazione e delle costruzioni.
Durante entrambi gli eventi, Marmomacc fornisce corsi di formazione agli architetti che visitano le due fiere, (rilasciando i relativi crediti).
Questa attività colloca Marmomacc e i produttori italiani del settore, sul gradino più alto della considerazione presso i progettisiti americani. E di conseguenza favorisce il business per questi prodotti di alto livello.

2- Parliamo degli eventi "collaterali": una delle attività più importanti è sicuramente quella della formazione. Proprio quest’anno è partito in collaborazione con il Politecnico di Milano il primo master dedicato alla progettazione della pietra. Quali sono gli altri programmi formativi per il futuro?

Nell’ultimo decennio è repentinamente cambiato il modo di organizzare fiere, in special modo nel settore della pietra.
Mentre fino alla fine degli anni ’90 era sufficiente mettere a disposizione delle aziende un palcoscenico, dove ogni espositore esprimeva il meglio di sé per attirare clienti, con la crescita del numero delle manifestazioni e dell’aggressività dei mercati emergenti si è reso necessario affiancare alle consuete attività organizzative fieristiche, una serie di iniziative volte da un lato ad accrescere la qualità dell’esposizione e di conseguenza l’interesse per quanto vi è presentato, dall’altro ad informare adeguatamente quelle categorie professionali che possono determinare il successo o il fallimento di interi settori produttivi.
Sono nati così i primi corsi di formazione realizzati in collaborazione con Istituti Universitari italiani. Attualmente sono in atto insegnamenti sulla progettazione contemporanea con la pietra presso le facoltà di Architettura di Mantova, Ferrara e Pescara. Analogo corso è stato introdotto anche presso l’Università di Trento dove il Corso di Laurea in Ingegneria con indirizzo Architettura si è arricchito degli insegnamenti di esperti del settore della pietra.
Emblematico è stato l’episodio accaduto a Mantova. Quando quattro anni fa quando è iniziato il primo corso presso la Facoltà di Architettura, ci si è trovati di fronte un problema inatteso. Dopo le prime lezioni, si sono presentati alcuni architetti che si erano laureati negli anni precedenti presso quell’Ateneo e che avevano nel frattempo intrapreso attività di progettazione, che desideravano ritornare su banchi dell’Università perché desiderosi di apprendere almeno i fondamenti delle moderne tecnologie per un utilizzo corretto delle pietre nella fase progettuale e applicativa.
Il problema è stato risolto l’anno successivo, accogliendo al corso tali professionisti.
Il fatto non è sfuggito al Politecnico di Milano, da cui La Facoltà di Architettura di Mantova dipende. E così nel gennaio del 2009 è iniziato il primo Master biennale di formazione sulla pietra. Non ho evidenza che esistano al mondo altri corsi così approfonditi e articolati sull’uso e la progettazione con i materiali lapidei.
Tale è stato l’interesse che è scaturito da questa iniziativa, che gli stessi docenti coinvolti nel Master di Milano chiedono di assistere reciprocamente alle lezioni dei loro colleghi per approfondire le proprie conoscenze sulla pietra e i suoi corretti utilizzi nella progettazione.
Vista la positiva esperienza con il Politecnico di Milano e l’interesse dimostrato dai professionisti e dai docenti, è opportuno pensare ad un coinvolgimento di un numero crescente di atenei italiani che possano intraprendere la strada della formazione specialistica sulla pietra. Auspichiamo inoltre di poter sensibilizzare sempre più realtà produttive affinché contribuiscano a sostenere la formazione universitaria.
In un periodo così travagliato dal punto di vista finanziario, dove i committenti, gli investitori ed i costruttori sono più attenti alla qualità delle realizzazioni e delle ristrutturazioni e per poter meglio giustificarne i costi, ritengo che i progetti arricchiti da un utilizzo corretto della pietra possano fare la differenza permettendo ai progettisti stessi di emergere rispetto a chi fa proposte più tradizionali.
Da qualche tempo stiamo monitorando alcuni paesi europei dove la formazione degli studenti universitari e dei professionisti potrebbe contribuire ad incrementare l’utilizzo della pietra.
Stiamo attualmente dialogando con il Portogallo e con la Germania. Questo paese rappresenta ancora oggi il più importante mercato di destinazione dei prodotti italiani e probabilmente proprio per gli architetti tedeschi verrà realizzato il primo seminario di formazione realizzato a cura di un importante distretto di lavorazione del nord Italia.
Constatiamo con soddisfazione che la nostra missione formativa viene favorevolmente recepita ed accolta anche da altre istituzioni che si propongono nell’insegnamento come capifila o partner a fianco degli Istituti Universitari coinvolti.
Non appena verranno definiti tutti gli aspetti del corso e le alleanze strategiche, saremo lieti di comunicarle.

3- Il sito web di Marmomacc riporta già le date della prossima edizione, che si svolgerà dal 30 settembre al 3 ottobre 2009; la macchina organizzativa sarà già quindi in funzione… può darci qualche anticipazione?

Un primo elemento di novità è dato dal cambiamento del periodo di svolgimento della manifestazione all’interno della settimana lavorativa.
Infatti da quest’anno Marmomacc si svolgerà da mercoledì a sabato, periodo auspicato dagli stessi espositori che in questo modo possono contare su un pubblico ancora più qualificato e selezionato. Viene così eliminata definitivamente l’apertura domenicale.
Dal punto di vista degli eventi di Marmomacc, abbiamo in programma molteplici attività propedeutiche alla fiera che contribuiranno ad elevarne l’interesse da parte dei diversi target interessati all’evento ed ai suoi contenuti.
Abbiamo in calendario tre “Lectio Magistralis” di famosi architetti europei che proporrano la loro visione dell’architettura con l’utilizzo della pietra, non dimenticando il tema più attuale della ecosostenibilità.
Tutti gli interventi avranno luogo in Sala Boggian nel magico contesto di Castelvecchio a Verona.
Il primo dei tre interventi, in calendario il 31 marzo, sarà a cura dell’architetto Jilles Perraudin e avrà come tema la sostenibilità delle costruzioni in pietra.
Il secondo, con l’architetto Aires Matheus, avrà luogo in aprile (con data da definire ), mentre il terzo con Fernando Menis è fissato per il 14 maggio.
Questo progettista è solito utilizzare la pietra in abbinamento con il cemento, allargando quindi l’interesse a più ampie schiere di progettisti.
Tutti gli eventi sono resi possibili dalla proficua collaborazione di Marmomacc con il Comune di Verona (attraverso l’assessore Erminia Perbellini), il Museo di Castelvecchio, l’Ordine degli Architetti e il Collegio dei Costruttori di Verona.
Sono in programma anche eventi e presentazioni presso qualificati target sia a Milano, sia a Roma.
Stiamo definendo la partecipazione ad un importante evento organizzato dalla rivista “INTERNI” di Mondadori presso l’Università Statale di Milano che avrà luogo in concomitanza del Salone del Mobile dal 21 al 27 aprile. Sarà una irripetibile occasione in Italia per incontrare il più alto numero di progettisti italiani ed esteri in visita alla più importante kermesse mondiale per l’universo dell’arredo.
L’evento si concretizzerà con la realizzazione di quattro installazioni curate da altrettante aziende produttrici di pietra su progetti dello studio Urquiola di Milano.
E’ la prima volta che Marmomacc sarà presente al “Fuori Salone” e credo che l’evento riscuoterà nuovi consensi da quanti si avvicinano per la prima volta alle nuove interpretazioni della pietra rese possibili dalle sofisticate tecnologie di lavorazione tutte italiane.
La nostra presenza a Milano proseguirà poi alla fine di maggio con la consueta conferenza stampa di presentazione delle attività culturali di Marmomacc alla Triennale di Milano. La conferenza vedrà la partecipazione di opinion leader del settore e sarà destinata al mondo delle riviste di architettura e dei media nazionali.
Per la prima volta verso la fine di giugno ci sposteremo a Roma dove, nella stupenda sede della “Casa dell’Architettura”, si terrà un seminario ed una mostra sugli oggetti di design realizzati negli ultimi due anni e presentati a Marmomacc.
Avremo anche modo di illustrare, durante la conferenza stampa, un compendio di tutte le attività culturali di Marmomacc all’Ordine degli architetti di Roma che conta oltre 15 mila iscritti.
Abbiamo inoltre intrapreso rapporti di collaborazione con ANCE – Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, con cui stiamo portando avanti contatti per verificare la fattibilità di seminari a favore dei progettisti e degli ingegneri che operano all’interno delle imprese di costruzione.
Non meno importante è il programma delle attività che si svolgeranno durante Marmomacc 2009.
Abbiamo avuto risultati e feedback inaspettati dalle iniziative “Best Communicator Award” e “Marmomacc incontra il Design” per cui riproporremo tali eventi coinvolgendo nuovi progettisti e designer.
Gli esiti di questa sperimentazione, mai intrapresa in modo così articolato da altri organizzatori fieristici, hanno generato un tale interesse nelle stesse aziende che alcune di esse stanno avviando nuove collaborazioni per la realizzazione di installazioni di alto livello da proporre a Marmomacc (per esempio il progetto “Monocromo” realizzato da Il Casone, PiBa Marmi, Fischer, Via Bizzuno e Officine Chiodino).
Nel portafoglio di Veronafiere ci sono altre manifestazioni che richiamano target in qualche modo affini o in parte comuni a quelle di Marmomacc, come ad esempio “Abitare il Tempo”.
Proprio con la segreteria di questa esclusiva mostra dell’arredo organizziamo congiuntamente ormai da tre anni una installazione curata da importanti designer, che prevede il coinvolgimento di aziende del settore arredo e delle produzioni lapidee, che realizzano ambientazioni destinate al “contract”. La mostra è stata presentata sia ad Abitare il Tempo, sia a Marmomacc 2008 ed è stata riproposta nello scorso gennaio in Germania a Monaco in occasione di BAU.
Gli esiti sono risultati positivi, tanto da decidere già da ora di ripetere la presenza a questa importante fiera tedesca il prossimo anno, con la mostra che verrà realizzata in occasione dei nostri due importanti appuntamenti: Abitare il Tempo – 17 – 21 settembre e Marmomacc 30 settembre – 3 ottobre 2009.
Il 2009 vedrà anche l’11a edizione del Premio Internazionale Architettura di Pietra che premierà le migliori opere con la pietra a livello mondiale realizzate negli ultimi due anni e che si avvarrà di una autorevole giuria internazionale per la valutazione delle opere finaliste.
Sono allo studio anche altre iniziative, oltreché convegni, seminari, workshop.
Il messaggio che desidero trasmettere è che Veronafiere sta attuando e studiando un numero sempre crescente di iniziative per riposizionare il “prodotto pietra” ed aiutare le aziende italiane a mantenere la propria attività anche in questo periodo di incertezza che sta vivendo il mercato mondiale.

../../media/post/pag_273.jpg
Intervista di Valentina Valente

Informazioni
www.marmomacc.com
27.01.2009 | Interviews

Contemporary Stone.

An interview with the author, Luigi Alini
The publication of the book “Liticità contemporanee. Da Stone Museum a Stone Pavilion” offers one the occasion to reflect on the relationship between materials which are rich in beauty and technical properties.  In this interview, Luigi Alini, explains the approach of Kengo Kuma, maestro and expert designer of stone who is able to make stone come alive as it reveals its expressive potential at the 2007 stand he created for IL CASONE.

../../media/post/pag_164.jpg

This volume written for IL CASONE is not the first book that you have dedicated to Kengo Kuma.  Tell us about your approach to this research.
My disciplinary interests rotate around the inside of the technological dimensions of the project.  The connections between the technique, the technology and the project itself have been at the heart of my work for many years.  I discovered Kengo Kuma about 8 years ago and perceived a particular dimension of work which became the base of my research to understand what the material reveals.  The research that followed and which progressively grew forced me not to remain on the surface but to probe the depths of his work in order to confirm my initial instincts.  It has been a long road and has not yet ended.  I continue to strive to work with a sense of conviction and determination that Kuma, paraphrasing Bachelard said, “a dreamer that listens carefully can hear the secrets whispered by the material”.  I try only to understand this dream.

Contemporary stone... from the Stone Museum to the Stone Pavilion.  What does this journey etched in prose suggest we explore?
I am certain that Kuma has the capacity to reveal each and every infinite element of beauty in a material. In this volume, written with Prof. Alfonso Acocella, we proposed an interpretation of an opera by Kuma in relation to the use of stone while highlighting the capacity Kuma shows in revealling its form.  The works that we proposed, in reality, is just one piece of work. The creative tensions always the same and we change only the conditions around it.  The relationship between tradition and innovation, between “it already exists” to “not yet” present a reality that Kuma reveals only if you look at his works with perseverance and only if one enters in communion with his work.

The expressive potential of stone is investigated with this exemplary example of work from a genius of contemporary design.  What are the salient points of your research on this material?
I have to give much credit to Alfonso Acocella.  I found in him not only a friend but also a reference point who allowed me to bounce made ideas and reflections off of in this project.  Our conversations were very lengthy.  Acocella in the last ten years has worked tirelessly and this book could not have been realized had it not been for the team effort between Acocella and Alini.  Also I need to mention that IL CASONE has done just a magnificent job and have showed a tremendous amount of enthusiasm and positive can-do spirit which the project required.  It was marvellous to see this work grow and progressively develop, and I will never forget the faces of many of my friends who came to see it at the inauguration at Marmomacc.  The expressions of wonder on their faces filled us all with a tremendous amount of satisfaction and joy.
Regarding the second part of your question, it is difficult to indentify exactly which part of my research is most important.  What I can say however is that this material provides us with a continuous set of challenges which all occur within the work of architecture.  It is the material that becomes and generates the form.
07.11.2008 | Interviews

Designing with Stone

University Masters Program dedicated to contemporary design with stone
REGISTRATION DEADLINE DECEMBER 12th

The Department of Design in Architecture at the Polytechnic of Milan presents a new Masters Program called “Architecture and Construction – Contemporary Design with Stone.”  The program’s inception began at Marmomacc – Veronafiere in collaboration with the Polytechnic.  This new masters program will allow professionals to learn about the current Italian marketplace and study the most important creations in stone.
This is the first course of its type dedicated to stone for the designer and one where the stone becomes an instrument in design innovation.
The program will take place with a weekly lesson in the classroom (on Fridays) and twice a semester there will be workshop opportunities in various Italian companies.  The syllabus is divided into 6 modules which are in turn divided into 18 smaller units.
The course will begin on January 5, 2009 and end on December 30, 2010 with the first lesson taking place on January 16, 2009.
The registration deadline has been extended until December 12, 2008.
The following questions were recently posted to the Technical Director of the Masters Program, Arch. Massimiliano Caviasca.

How did the idea of a master dedicated to design in stone come to fruition?

I have always felt that stone represents for architecture an important symbol and today a need has been identified in the learned application and technical manipulation of the stone, not to mention the cultural aspects of the material as well.  At the heart of it all, stone is a primary material which has been used to construct our cities.  Very often we forget, and do not note for that matter, that stone in many cases has a profound impact on our culture and in some areas also on our economy.
Today our entire system is in a state of crisis, from the economy to education, and we believe that our masters program will provide a new prospective both for the economy as well as for education.  In moments of difficulty we need to bring our attention to, and focus on, innovative ideas; something we have done just here.  I hope that companies will take advantage of this opportunity.

Tradition and Innovation: How does one approach these important and distinct aspects of the masters program?

I think that the study of stone materials can be much more and could provide the avenue for which contemporary Italian architecture emerges today.  I think it is evident that throughout the world there are famous designers and architects who are known for their work with a singular material.  However in Italy, this is not the case.  Holland has become known as an innovator of new materials, Spain is known for its experimentation of forms and Japan is a place where designers experiment the use of carton, bamboo or rice paper.  On the other hand we need to find our modern architecture persona and we can do this by rediscovering the origins of construction in stone as it was during the best years of architecture in the world.
From an operational point of view these ambitious objectives will only be accomplished if we create a synergy with companies working in the sector who allow us to conduct research and learn the “secrets of their success”.  It is only in this way that the instruction of architecture can renew itself and produce designers who will be sought out by the world.

What main themes will be covered in the program?

The masters program will be divided into 6 didactic modules which are: the technology of stone, the restoration of stone elements, stone in open air spaces, stone in private uses, stone as a tool in public office, and recovery and re-utilization of the quarry.
We are talking about 200 hours approximately for each module and within each until there will be various studies which will focus on historical aspects, technological challenges and composite and project studies for a total of 700 hours (1200 hours total including individual), 300 hours of internship and finally 300 hours for a final thesis project.

Is the Polytechnic of Milan therefore identifying a professional role tied to the use of stone in design?

Yes we have the idea to create a designer who is useful to the architectural/design studio.  That is a figure who designs and who creates.  A designer who is fully versed in the use of stone can capture the unknown magic of the material as complex as stone and will help to navigate its progress with technical innovation while respecting its role in our tradition and history.

For More Information:
Dott.ssa Claudia Raimondi - Tel. 02/23995639
claudia.raimondi@polimi.it
www.polimi.it
05.05.2008 | Interviews

Design+good taste+relax.

Stone from IL Casone in Elle Decor Caffe'
Elle Decor Caffé: during the week of the Salone del Mobile (Milan, April 16-21), the show room Diadora in via Tortona 27 transformed its look into a contemporary space to visit and experience the magazine’s style of furnishing and design curated by Hachette Rusconi.
The 600 square meters, executed by FrassinagoLab, offered a space furnished with a bar and an area to relax for those who attended the convention.  The space is a juxtaposition of styles from the natural to the artificial, utilizing both opaque and mirrored objects which are both linear and dynamic.
The stone which IL CASONE provided graces the external pavement areas and helps to interpret the concept of this space which was inspired by Italian metropolitan spaces such as recounted in this interview with Gianluca Rossi and Marcello Bozzarelli from FrassinagoLab.

../../media/post/pag_99.jpg

Where did the concept of the Elle Decor Caffé come from?  Was there one singular idea in particular that guided you from the first moment you began your planning?
The idea for the entire project began with the concept of large urban spaces and transformed into that of metropolitan areas. The suburbs, by nature are far away and “hidden” by the city itself, yet today are being included and utilized as locations to welcome areas which are dedicated to art.  The origins of the Caffè Elle Décor come from their line of white colored products designed for coffee bars and restaurants which optimize these spaces within large urban areas.  The concept of this project was realized by utilizing the magazine as a guide, such as in the case of the entrance area which serves as the “cover page” of the project.  All of the subsequent spaces are the various “chapters” of the magazine and this is a concept which is easily identifiable with the Elle Decor.

When one designs a space that will be utilized for leisure time, one tries to imagine the sensations that the patrons will experience upon entry.  What key ideas led you in this area and what characteristics were important when making these decisions?
Certainly the space had to represent, in the best possible way, the concept of Elle Decor. In fact, throughout the initial design phases of the architectural project itself, we dedicated ourselves to assimilating this concept into a consolidated image for the magazine which is devoted to furnishings and design.

Elle Decor Caffé is a space with a very short lifespan and in fact will be demolished at the conclusion of the Salone Del Mobile.  How would you have imagined the space if it were not solely a temporary structure?
We think that the project would have been exactly the same, and in fact, our ideas towards the space supersede the fact that it is only temporary.  We wanted to create strong emotions on impact that could have, in reality, changed from one zone, or area, to another regardless of its lifespan.

Surfaces which are shiny but also opaque, mirrored accents and stone floorings.  What guided you to make these choices of materials which are so different from one another?
The opaque surface areas were necessary to finish the spaces which were divided into various sectors and it permitted us to differentiate between them.  The mirrored surfaces were utilized to reflect both the nature and the skyline of the external spaces (which were visible through large windowed areas) in addition to the people who were visiting the convention who could have lost its meaning in the limited space.

Speaking of the materials, today there has been a new discovery of the natural.  How present is this sensibility in the world of Italian design?
We think that the presence of natural elements in design depends upon the sensibility of the designers, and in fact, we find it completely natural to use resin, ceramic or polycarbonate.
Perhaps maybe we need to understand better the characteristics of each singular material and learn about their origin, finishing process and eventual disposal issues before utilizing the word natural.  Unfortunately, this term is often misinterpreted and used inappropriately.

Pietra Serena from IL CASONE is utilized in many of your projects: Frassinago18, Fdiciotto and now in the creation of the ElleDecorCaffè.  What are the characteristics which render this stone so versatile both in indoor and outdoor spaces?
The Pietra Serena inofitself includes many aspects which are sought after by a designer and in this case they come all in one material.  The sought after characteristics include its neutrality, its warmth and chromatic gradation of the surface. In addition we must consider its adaptability, ease of substitution, availability and the relatively moderate costs with respect to other similar materials.

Stone materials can be therefore utilized in a wide variety of applications.  Do they have a hidden potential? And if so how can they be better utilized?
We think that the possibilities of the stone are almost infinite, especially today, being that we have available technology which permits us to create the finest cut of the material and therefore reduce its weight.
At this time we are finalizing a project with IL CASONE to valorize the Pietra Serena in a way that will permit it to transform surface areas which are often similar between one another and which will give life to real sheets of stone wallpaper.
top