Forte Al Fateh

PAD Plan Architecture & Design   Bahrein 

Il tema del costruire all’interno di contesti storici consolidati trova nell’impiego dei lapidei chiave di lettura essenziale di questo progetto: nel paesaggio costruito, emergente fra le aree desertiche del medioriente, risulta particolarmente significativa la scelta di essenze arenarie, frutto della solidarizzazione millenaria delle sabbie. Agli occhi emergono ulteriori elementi di continuità cromatica fra esistente e preesistente, nel rapporto fra le tonalità della pietra preferita per l’intervento e quelle delle murature tradizionali in pietra e fango, intonacate con miscele ottenute dagli stessi materiali. Asseconda ulteriormente gli accostamenti tono su tono, l’affiancamento di materiali naturali, debitamente trattati per ridurre le distanze percettive fra di essi. Altre relazioni sono invece intessute dal progetto in modo dinamico, improntate a giochi di contrasti. All’interno del preciso volume in cristallo, inserito quale sede di esposizioni permanenti nel Forte Al Fateh, residenza reale le cui origini datano fra XVII e XVIII secolo, i conci lapidei definiscono l’involucro netto di ambienti disposti in sequenza, lungo il percorso obbligato interno. La condizione della pietra, d’essere in questo caso aggiornato rivestimento tecnico, e non opera muraria massiccia, è tradita ai vertici, in cui s’incatenano elementi rettangolari in spessore sottile, posati a casellario. Parte di essi è precisamente incisa con lavorazione water-jet a replicare geometrici decori tradizionali. É allestita la metafora d’architetture arcaiche tipiche, e del percorso che conduce a scoprirle nella natura, come fossero testimonianze millenarie di civiltà passate, con decori rupestri affidati alla roccia. L’involucro ancor più sottile in vetro, instaura il doppio rapporto fra il forte ed il nuovo inserimento: da un lato la trasparenza capace di avvicinare le distanze fisiche e concettuali fra la storia e l’innovazione, dall’altro le capacità riflettenti delle superfici in vetro, che moltiplicano l’architettura del forte come in un gioco di specchi.