interviste

il punto di vista dei protagonisti

26.03.2009 | Interviste

Marmomacc: un percorso per diffondere la "cultura della pietra"

Intervista di Valentina Valente
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Mauro Albano, Brand Manager di Marmomacc

Marmomacc è un appuntamento annuale importante che non si esaurisce però solo nel singolo evento e nei giorni di svolgimento della manifestazione.
Molte infatti sono le iniziative a corredo di questo salone che durante tutto l’anno mirano a diffondere la “cultura della pietra”.
Per il 2009 cosa c’è in cantiere? Lo abbiamo chiesto a Mauro Albano, Brand Manager di Marmomacc.

1- Molto ambizioso è il percorso che Marmomacc sta delineando per favorire la promozione ed utilizzazione della pietra naturale nelle costruzioni americane. Di che cosa si tratta e perché si sta puntando al mercato statunitense?

Il mercato americano costituisce tuttora la seconda area di destinazione, per valore economico, dell’export italiano della pietra.
Nell’ultimo decennio tuttavia è progressivamente aumentata la concorrenza da parte di paesi emergenti che hanno acquisito quote di mercato negli USA erodendo la nostra leadership.
Per poter mantenere l’immagine di migliori produttori, non potendo ridurre ulteriormente le vendite e non riuscendo a competere con i costi estremamente contenuti dei prodotti realizzati nei paesi emergenti, abbiamo intrapreso diverse attività sul suolo americano a favore di quelle categorie in grado di percepire ed apprezzare la qualità del prodotto lavorato in Italia nonché il know how delle nostre aziende.
Nel 1998 furono intraprese relazioni con l’Istituto Americano degli Architetti – AIA – che riconoscendo le indiscusse capacità delle aziende italiane e dei nostri docenti, decise di scegliere Veronafiere quale soggetto autorizzato ad organizzare corsi di formazione per architetti americani sul tema della conoscenza e utilizzo della pietra.
Così l’anno successivo, durante lo svolgimento di Marmomacc, iniziò il primo corso riservato ad architetti iscritti ad AIA. Veronafiere che aveva ottenuto dall’Associazione americana la qualifica di “provider” attribuì per la prima volta “credits” agli architetti che frequentarono il seminario. I “credits” sono indispensabili agli architetti per rimanere iscritti all’albo professionale e quindi poter lavorare.
Attualmente Veronafiere è l’unico organizzatore fieristico al mondo che può vantare tale riconoscimento.
La promozione sul suolo americano viene poi attuata attraverso la partecipazione ad alcuni importanti eventi.
Dal punto di vista commerciale il più interessante è senza dubbio la fiera che si svolge a Las Vegas: Stonexpo.
Grazie ad una collaborazione pluriennale tra Veronafiere e l’organizzatore - Hanley Wood Exhibitions – e visti i positivi risultati ottenuti, nel 2008 abbiamo siglato un accordo grazie al quale la manifestazione ha subito un “rebranding” modificando il nome in Stonexpo Marmomacc Americas.
In questa fiera organizziamo una collettiva di aziende che partecipano regolarmente alla Marmomacc di Verona e che propongono su quel mercato i migliori prodotti lapidei.
Inoltre da 11 anni siamo assiduamente presenti al più importante evento americano dedicato al mondo della progettazione.
L’AIA – American Institute of Architects – organizza, presso i convention centers delle più importanti città americane, una Convention annuale nel corso della quale concentra un alto numero di seminari per i propri associati. E questo per consentire agli architetti di acquisire punteggi (credits) per la loro professione.
Nei tre giorni centrali della settimana dedicata alla formazione, si svolge una importante fiera con la presenza delle più innovative aziende che propongono prodotti, materiali, soluzioni e software destinato al mondo della progettazione e delle costruzioni.
Durante entrambi gli eventi, Marmomacc fornisce corsi di formazione agli architetti che visitano le due fiere, (rilasciando i relativi crediti).
Questa attività colloca Marmomacc e i produttori italiani del settore, sul gradino più alto della considerazione presso i progettisiti americani. E di conseguenza favorisce il business per questi prodotti di alto livello.

2- Parliamo degli eventi "collaterali": una delle attività più importanti è sicuramente quella della formazione. Proprio quest’anno è partito in collaborazione con il Politecnico di Milano il primo master dedicato alla progettazione della pietra. Quali sono gli altri programmi formativi per il futuro?

Nell’ultimo decennio è repentinamente cambiato il modo di organizzare fiere, in special modo nel settore della pietra.
Mentre fino alla fine degli anni ’90 era sufficiente mettere a disposizione delle aziende un palcoscenico, dove ogni espositore esprimeva il meglio di sé per attirare clienti, con la crescita del numero delle manifestazioni e dell’aggressività dei mercati emergenti si è reso necessario affiancare alle consuete attività organizzative fieristiche, una serie di iniziative volte da un lato ad accrescere la qualità dell’esposizione e di conseguenza l’interesse per quanto vi è presentato, dall’altro ad informare adeguatamente quelle categorie professionali che possono determinare il successo o il fallimento di interi settori produttivi.
Sono nati così i primi corsi di formazione realizzati in collaborazione con Istituti Universitari italiani. Attualmente sono in atto insegnamenti sulla progettazione contemporanea con la pietra presso le facoltà di Architettura di Mantova, Ferrara e Pescara. Analogo corso è stato introdotto anche presso l’Università di Trento dove il Corso di Laurea in Ingegneria con indirizzo Architettura si è arricchito degli insegnamenti di esperti del settore della pietra.
Emblematico è stato l’episodio accaduto a Mantova. Quando quattro anni fa quando è iniziato il primo corso presso la Facoltà di Architettura, ci si è trovati di fronte un problema inatteso. Dopo le prime lezioni, si sono presentati alcuni architetti che si erano laureati negli anni precedenti presso quell’Ateneo e che avevano nel frattempo intrapreso attività di progettazione, che desideravano ritornare su banchi dell’Università perché desiderosi di apprendere almeno i fondamenti delle moderne tecnologie per un utilizzo corretto delle pietre nella fase progettuale e applicativa.
Il problema è stato risolto l’anno successivo, accogliendo al corso tali professionisti.
Il fatto non è sfuggito al Politecnico di Milano, da cui La Facoltà di Architettura di Mantova dipende. E così nel gennaio del 2009 è iniziato il primo Master biennale di formazione sulla pietra. Non ho evidenza che esistano al mondo altri corsi così approfonditi e articolati sull’uso e la progettazione con i materiali lapidei.
Tale è stato l’interesse che è scaturito da questa iniziativa, che gli stessi docenti coinvolti nel Master di Milano chiedono di assistere reciprocamente alle lezioni dei loro colleghi per approfondire le proprie conoscenze sulla pietra e i suoi corretti utilizzi nella progettazione.
Vista la positiva esperienza con il Politecnico di Milano e l’interesse dimostrato dai professionisti e dai docenti, è opportuno pensare ad un coinvolgimento di un numero crescente di atenei italiani che possano intraprendere la strada della formazione specialistica sulla pietra. Auspichiamo inoltre di poter sensibilizzare sempre più realtà produttive affinché contribuiscano a sostenere la formazione universitaria.
In un periodo così travagliato dal punto di vista finanziario, dove i committenti, gli investitori ed i costruttori sono più attenti alla qualità delle realizzazioni e delle ristrutturazioni e per poter meglio giustificarne i costi, ritengo che i progetti arricchiti da un utilizzo corretto della pietra possano fare la differenza permettendo ai progettisti stessi di emergere rispetto a chi fa proposte più tradizionali.
Da qualche tempo stiamo monitorando alcuni paesi europei dove la formazione degli studenti universitari e dei professionisti potrebbe contribuire ad incrementare l’utilizzo della pietra.
Stiamo attualmente dialogando con il Portogallo e con la Germania. Questo paese rappresenta ancora oggi il più importante mercato di destinazione dei prodotti italiani e probabilmente proprio per gli architetti tedeschi verrà realizzato il primo seminario di formazione realizzato a cura di un importante distretto di lavorazione del nord Italia.
Constatiamo con soddisfazione che la nostra missione formativa viene favorevolmente recepita ed accolta anche da altre istituzioni che si propongono nell’insegnamento come capifila o partner a fianco degli Istituti Universitari coinvolti.
Non appena verranno definiti tutti gli aspetti del corso e le alleanze strategiche, saremo lieti di comunicarle.

3- Il sito web di Marmomacc riporta già le date della prossima edizione, che si svolgerà dal 30 settembre al 3 ottobre 2009; la macchina organizzativa sarà già quindi in funzione… può darci qualche anticipazione?

Un primo elemento di novità è dato dal cambiamento del periodo di svolgimento della manifestazione all’interno della settimana lavorativa.
Infatti da quest’anno Marmomacc si svolgerà da mercoledì a sabato, periodo auspicato dagli stessi espositori che in questo modo possono contare su un pubblico ancora più qualificato e selezionato. Viene così eliminata definitivamente l’apertura domenicale.
Dal punto di vista degli eventi di Marmomacc, abbiamo in programma molteplici attività propedeutiche alla fiera che contribuiranno ad elevarne l’interesse da parte dei diversi target interessati all’evento ed ai suoi contenuti.
Abbiamo in calendario tre “Lectio Magistralis” di famosi architetti europei che proporrano la loro visione dell’architettura con l’utilizzo della pietra, non dimenticando il tema più attuale della ecosostenibilità.
Tutti gli interventi avranno luogo in Sala Boggian nel magico contesto di Castelvecchio a Verona.
Il primo dei tre interventi, in calendario il 31 marzo, sarà a cura dell’architetto Jilles Perraudin e avrà come tema la sostenibilità delle costruzioni in pietra.
Il secondo, con l’architetto Aires Matheus, avrà luogo in aprile (con data da definire ), mentre il terzo con Fernando Menis è fissato per il 14 maggio.
Questo progettista è solito utilizzare la pietra in abbinamento con il cemento, allargando quindi l’interesse a più ampie schiere di progettisti.
Tutti gli eventi sono resi possibili dalla proficua collaborazione di Marmomacc con il Comune di Verona (attraverso l’assessore Erminia Perbellini), il Museo di Castelvecchio, l’Ordine degli Architetti e il Collegio dei Costruttori di Verona.
Sono in programma anche eventi e presentazioni presso qualificati target sia a Milano, sia a Roma.
Stiamo definendo la partecipazione ad un importante evento organizzato dalla rivista “INTERNI” di Mondadori presso l’Università Statale di Milano che avrà luogo in concomitanza del Salone del Mobile dal 21 al 27 aprile. Sarà una irripetibile occasione in Italia per incontrare il più alto numero di progettisti italiani ed esteri in visita alla più importante kermesse mondiale per l’universo dell’arredo.
L’evento si concretizzerà con la realizzazione di quattro installazioni curate da altrettante aziende produttrici di pietra su progetti dello studio Urquiola di Milano.
E’ la prima volta che Marmomacc sarà presente al “Fuori Salone” e credo che l’evento riscuoterà nuovi consensi da quanti si avvicinano per la prima volta alle nuove interpretazioni della pietra rese possibili dalle sofisticate tecnologie di lavorazione tutte italiane.
La nostra presenza a Milano proseguirà poi alla fine di maggio con la consueta conferenza stampa di presentazione delle attività culturali di Marmomacc alla Triennale di Milano. La conferenza vedrà la partecipazione di opinion leader del settore e sarà destinata al mondo delle riviste di architettura e dei media nazionali.
Per la prima volta verso la fine di giugno ci sposteremo a Roma dove, nella stupenda sede della “Casa dell’Architettura”, si terrà un seminario ed una mostra sugli oggetti di design realizzati negli ultimi due anni e presentati a Marmomacc.
Avremo anche modo di illustrare, durante la conferenza stampa, un compendio di tutte le attività culturali di Marmomacc all’Ordine degli architetti di Roma che conta oltre 15 mila iscritti.
Abbiamo inoltre intrapreso rapporti di collaborazione con ANCE – Associazione Nazionale dei Costruttori Edili, con cui stiamo portando avanti contatti per verificare la fattibilità di seminari a favore dei progettisti e degli ingegneri che operano all’interno delle imprese di costruzione.
Non meno importante è il programma delle attività che si svolgeranno durante Marmomacc 2009.
Abbiamo avuto risultati e feedback inaspettati dalle iniziative “Best Communicator Award” e “Marmomacc incontra il Design” per cui riproporremo tali eventi coinvolgendo nuovi progettisti e designer.
Gli esiti di questa sperimentazione, mai intrapresa in modo così articolato da altri organizzatori fieristici, hanno generato un tale interesse nelle stesse aziende che alcune di esse stanno avviando nuove collaborazioni per la realizzazione di installazioni di alto livello da proporre a Marmomacc (per esempio il progetto “Monocromo” realizzato da Il Casone, PiBa Marmi, Fischer, Via Bizzuno e Officine Chiodino).
Nel portafoglio di Veronafiere ci sono altre manifestazioni che richiamano target in qualche modo affini o in parte comuni a quelle di Marmomacc, come ad esempio “Abitare il Tempo”.
Proprio con la segreteria di questa esclusiva mostra dell’arredo organizziamo congiuntamente ormai da tre anni una installazione curata da importanti designer, che prevede il coinvolgimento di aziende del settore arredo e delle produzioni lapidee, che realizzano ambientazioni destinate al “contract”. La mostra è stata presentata sia ad Abitare il Tempo, sia a Marmomacc 2008 ed è stata riproposta nello scorso gennaio in Germania a Monaco in occasione di BAU.
Gli esiti sono risultati positivi, tanto da decidere già da ora di ripetere la presenza a questa importante fiera tedesca il prossimo anno, con la mostra che verrà realizzata in occasione dei nostri due importanti appuntamenti: Abitare il Tempo – 17 – 21 settembre e Marmomacc 30 settembre – 3 ottobre 2009.
Il 2009 vedrà anche l’11a edizione del Premio Internazionale Architettura di Pietra che premierà le migliori opere con la pietra a livello mondiale realizzate negli ultimi due anni e che si avvarrà di una autorevole giuria internazionale per la valutazione delle opere finaliste.
Sono allo studio anche altre iniziative, oltreché convegni, seminari, workshop.
Il messaggio che desidero trasmettere è che Veronafiere sta attuando e studiando un numero sempre crescente di iniziative per riposizionare il “prodotto pietra” ed aiutare le aziende italiane a mantenere la propria attività anche in questo periodo di incertezza che sta vivendo il mercato mondiale.

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Intervista di Valentina Valente

Informazioni
www.marmomacc.com
27.01.2009 | Interviste

Liticità contemporanee

Intervista all'autore, Luigi Alini
La pubblicazione del libro "Liticità contemporanee. Da Stone Museum a Stone Pavilion" ci ha offerto l’occasione per riflettere sul rapporto tra materia, ricerca della bellezza e dimensione tecnologica del progetto. In questa intervista, Luigi Alini ci spiega come è approdato all’opera di Kengo Kuma, maestro-sognatore che riesce a far “mormorare” la pietra, rivelandone le innate potenzialità espressive, come nel caso dello stand progettato nel 2007 per IL CASONE.

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Quello scritto per IL CASONE non è il primo libro che dedica a Kengo Kuma. Come è approdato a questa ricerca?
I miei interessi disciplinari sono interni alla dimensione tecnologica del progetto. Le connessioni tra tecnica, tecnologia e progetto sono al centro delle mie attività da molti anni. Mi sono avvicinato all’opera di Kengo Kuma circa 8 anni fa, percepivo nel suo lavoro una dimensione del fare, una ricerca figurativa in cui la materia si rivela. Da quel momento in poi ho cominciato a guardare l’architettura da un altro punto di vista, è stata una rivelazione. La ricerca che ne è seguita è stato un approfondimento progressivo: ho cercato di non rimanere in “superficie”, mi sono spinto in “profondità” per trovare conferma a quelle intuizioni iniziali. E’ un cammino lungo, che non si è ancora esaurito. Continuo ad indirizzare le mie attività, con la ostinazione e la convinzione che Kuma, parafrasando  Bachelard, è “un sognatore che ascolta con attenzione le intime confidenze mormorate dalla materia”. Io cerco solo carpire questo sogno.

Liticità contemporanee…Da Stone Museum a Stone Pavilion. Questo percorso tracciato nella monografia che cosa ci porta ad esplorare?
Sono convinto che Kuma abbia la capacità di rivelarci l’infinita bellezza della materia. In questo volume, insieme al prof. Alfonso Acocella, abbiamo proposto un’interpretazione dell’opera di Kuma in relazione all’uso della materia litica, alla capacità con cui Kuma la con-forma, la rivela. Le opere che abbiamo proposto, in realtà, sono un’unica opera. La tensione creativa è sempre la stessa, cambiano solo le condizioni al contorno. Le relazioni tra tradizione ed innovazione, tra il “già stato” e il “non ancora” sono in Kuma una verità che ci viene rivelata solo se guardiamo con ostinazione, solo se entriamo in sintonia con l’opera.

Le potenzialità espressive della pietra vengono indagate attraverso l’opera esemplare di un maestro della contemporaneità. Quali i punti salienti della sua ricerca su questo materiale?

Devo molto ad Alfonso Acocella.  Ho trovato in lui un amico ed un riferimento per molte delle riflessioni che ho sviluppato su questo tema. Sono state oggetto di lunghe conversazioni. Del resto, Acocella, negli ultimi dieci anni, ha svolto un lavoro immane, di avvicinamento, di diffusione, sistematizzazione e promozione. Questo libro dà conto di un’opera che non ci sarebbe stata senza l’intuizione di Acocella e di Alini che lo ha seguito. Devo poi dire che Il Casone ha svolto un lavoro straordinario. Hanno aderito con entusiasmo ad una sfida che il progetto poneva. E’ stato meraviglioso vedere quest’opera nascere e progressivamente vivere di luce propria. Non dimenticherò mai la faccia dei molti amici che hanno visto l’opera il giorno della sua inaugurazione a Marmomacc, il loro viso esprimeva un senso di meraviglia di cui abbiamo tutti gioito.
Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, è difficile indicare delle strade lungo le quali orientare la ricerca  in questo settore. Tuttavia, quello che mi sento di dire è che questo materiale ci propone una sfida continua, una sfida che è tutta interna all’opera di architettura, a quei nuclei di significato permanenti che si evolvono in forma di “continuità imperfetta”. E’ la materia che si fa elemento generatore delle forme.
07.11.2008 | Interviste

Progettare con la pietra

Prima edizione del master universitario dedicato alla progettazione contemporanea con la pietra
SCADENZA ISCRIZIONI IL 12 DICEMBRE

Il Politecnico di Milano, Dipartimento di Progettazione dell'Architettura, organizza la prima edizione del Master universitario "Architettura e costruzione – Progettazione contemporanea con la pietra".
Ideato da Marmomacc – Veronafiere, in collaborazione con il Politecnico, questo master è stato studiato per permettere ai professionisti di conoscere le principali realtà italiane del lapideo, nonché le più attuali realizzazioni a livello mondiale con materiale litico.
Si tratta del primo corso che si occupa della pietra dal punto di vista del progetto, la pietra viene vista come strumento d'innovazione progettuale.
Il Master è a cadenza settimanale con un giorno alla settimana in aula (il venerdì), a cadenza bimestrale ci saranno dei workshop nei vari distretti produttivi italiani. É strutturato in 6 moduli e 18 sottomoduli tematici in modo da permettere ai professionisti di partecipare agevolmente.
Il corso si terrà dal 5 gennaio 2009 al 30 dicembre 2010, con inizio delle lezioni il 16/01/09.
La scadenza per la domanda di iscrizione è stata prorogata al 12 dicembre 2008.
Abbiamo incontrato il direttore tecnico del master, arch. Massimiliano Caviasca,, e gli abbiamo rivolto alcune domande:

Come nasce l’idea di un master dedicato alla progettazione in pietra?

Ho sempre pensato che la pietra abbia rappresentato per l'architettura un simbolo importante, ma abbiamo anche verificato come oggi vi fosse la  necessità di dover coprire una mancanza che è oramai evidente a tutti di carattere tecnico applicativo ma anche e prima di tutto culturale. In fondo la pietra è il materiale principe con cui sono costruite le nostre città. Molto spesso non ci ricordiamo o non notiamo che la pietra rappresenta la nostra cultura e a dire il vero per alcune zone anche l'economia.
Oggi tutto il nostro sistema è in crisi, dall'economia all'istruzione, il nostro master credo dia una prospettiva nuova, sia per l'economia che per l'insegnamento. Nei momenti di difficoltà bisogna rivolgere la propria attenzione a qualcosa di innovativo, in questo caso lo abbiamo fatto. Spero che le aziende colgano questa opportunità.

Tradizione e innovazione: il duplice aspetto di questo materiale, come viene affrontato questo binomio nel master?

Credo che lo studio del materiale litico possa essere anche molto di più, possa divenire il modo oggi di dare all’architettura contemporanea italiana il modo di emergere. Credo sia evidente come in tutto il mondo esitano molti progetti e progettisti riconosciuti e riconoscibili per la ricerca con un materiale, in Italia invece no . Nella contemporaneità architettonica come l’Olanda è divenuta la patria dei nuovi materiali, la Spagna si è impegnata nelle nuove sperimentazioni formali e il Giappone è ora il luogo dove i grandi progettisti sperimentano l’uso di cartone, bambù o  carta di riso per costruire . Noi invece abbiamo bisogno di ritrovare la nostra immagine architettonica contemporanea, a mio avviso ritrovando la sapienza costruttiva andando così con la pietra a ricostituire il binomio Architettura e Costruzione così come era ed è nelle migliori architetture del mondo.
Operativamente per raggiungere questi obbiettivi abbiamo bisogno di una sinergia con le aziende del settore che collaborando con noi ci permettano di fare ricerca,  di conoscere i loro “segreti” e ci consentano così di trasformarli in prodotto scientifico. È solo così che anche nell'insegnamento dell'Architettura potremo rinnovarci e produrre progettisti utili al mondo del lavoro.
 
Quali principali i temi trattati durante il corso?


Il master sarà diviso in 6 moduli didattici: tecnologia del materiale lapideo, restauro di elementi lapidei, la pietra nel progetto di spazi aperti, la pietra nel progetto di spazi privati, la pietra nel progetto di edifici pubblici, recupero e riutilizzo delle cave.
Si tratterà di circa 200 ore ciascuno, ogni modulo sarà composto da diverse integrazioni di carattere storico, costruttivo, tecninologico, compositivo e progettuale, per un totale di circa 700 ore (1200 ore complessive considerando lo studio individuale), le 300 ore di tirocinio e 300 di tesi completeranno il totale.

Il Politecnico di Milano nella sua offerta formativa individua dunque una figura professionale legata al mondo della progettazione lapidea?

Si, abbiamo quindi pensato di formare un progettista utile alle aziende, una figura di mezzo tra chi produce e chi progetta. Un progettista sapiente che nella sua formazione possa racchiudere tutti i segreti di un materiale complesso che ad oggi si muove tra tecnica e tradizione.
 
Informazioni
Dott.ssa Claudia Raimondi – Tel. 02/23995639
claudia.raimondi@polimi.it
www.polimi.it
05.05.2008 | Interviste

Design+gusto+relax.

La pietra IL CASONE per Elle Decor Caffe'
Elle Decor Caffé: durante la settimana del Salone del Mobile (Milano 16-21 aprile), lo Show Room Diadora in via Tortona 27 ha cambiato veste, trasformandosi in un locale temporaneo da guardare, gustare, vivere secondo lo stile del magazine di arredo e design edito da Hachette Rusconi.
I 600 metri quadri, allestiti su progetto di FrassinagoLab, hanno offerto uno spazio per la ristorazione e il relax a chi ha frequentato la manifestazione, ma soprattutto un ambiente ritmato dall’accostamento di naturale e artificiale, di materiali opachi e specchiati, dall’alternanza di linearità e dinamicità.
La pietra IL CASONE ha disegnato le pavimentazioni esterne, interpretando il concept di questo spazio, che si ispira all’ambiente delle nostre metropoli, come ci raccontano in questa intervista Gianluca Rossi e Marcello Bozzarelli, di FrassinagoLab.

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Da cosa nasce il concept di Elle Decor Caffè? C’è un’idea guida che avete seguito in particolare sin dalla prima fase progettuale?
L’idea di tutto il progetto nasce dal concetto di città cresciuta a dismisura e trasformatasi poi in metropoli; gli spazi periferici, in origine lontani e “nascosti” alla città stessa, oggi vengono inglobati e sfruttati come location neutre per accogliere ambienti dedicati all’arte.
La matrice “urbana” del caffè Elle Decor è proprio la linea bianca del bancone bar/ristorante, la “strada” rettilinea che ottimizza e regolarizza gli spazi della grande metropoli.
Tale concept progettuale è stato poi realizzato attraverso una rilettura della rivista, creando nella porta di accesso la “copertina” del progetto e in tutti gli spazi successivi dei veri e propri “capitoli”, facilmente identificabili nella composizione editoriale di Elle Decor.

Quando si progetta uno spazio per l’intrattenimento si pensa inevitabilmente alle sensazioni che si vogliono generare in chi vi entrerà e lo frequenterà. Cosa ha orientato, in questo senso, le vostre scelte?
Sicuramente lo spazio doveva rappresentare al meglio il concept Elle Decor, infatti tutta la fase iniziale a preparazione del progetto architettonico vero e proprio è stata dedicata all’assimilazione di tale matrice d’immagine, ben consolidata nell’ambito delle riviste di arredamento e di design.

Elle Decor Caffé è un locale con una vita breve, infatti è stato “smontato” con la fine del Salone Del Mobile. Come l’avreste immaginato se non fosse stato temporaneo?
Crediamo che il progetto sarebbe stato esattamente lo stesso, infatti la nostra ideazione di spazi effimeri va oltre la reale temporaneità: vuole suscitare emozioni immediate, che possono in realtà mutare da una zona all’altra, a prescindere dal tempo della loro esistenza.

Superfici lucide ma anche opache, rivestimenti specchiati e pavimenti in pietra. Cosa ha orientato la scelta di materiali così diversi tra loro?
Le superfici opache sono state necessarie per concludere degli spazi ben settorializzati e differenziati tra loro, mentre le superfici specchiate hanno avuto il compito di riflettere sia la natura e lo skyline del contesto esterno, (visibili attraverso le grandi vetrate), sia le persone in visita, che potevano perdere il senso di spazio limitato.

Parlando sempre dei materiali, oggi c’è una riscoperta del naturale. Quanto è diffusa questa sensibilità nel mondo progettuale italiano?
Crediamo che il naturale sia rapportabile alla sensibilità del progettista, infatti troviamo assolutamente naturale una resina, una ceramica o un policarbonato.
Forse dovremmo comprendere meglio le caratteristiche dei singoli materiali, conoscere la loro origine, la lavorazione e informarci sull’eventuale smaltimento, prima di nasconderci dietro la parola naturale. Purtoppo molte volte questo termine viene mal interpretato o usato impropriamente.

La Pietra Serena IL CASONE compare in molti dei vostri progetti: Frassinago18, Fdiciotto e ora anche l’allestimento di Elle Decor Caffé. Quali caratteristiche rendono questa pietra così versatile, adatta all’in e all’outdoor?
La Pietra Serena racchiude in un solo materiale molti aspetti ricercati dal progettista: non solo la neutralità, il calore e le sfumature cromatiche della superficie ma anche la duttilità, la durabilità, la facile sostituzione, la reperibilità e il costo abbastanza contenuto rispetto ad altri materiali simili.

I material lapidei si prestano quindi ad un’ampia varietà di applicazioni e lavorazioni. Hanno delle potenzialità inespresse, secondo voi? E come potrebbero essere valorizzate?
Crediamo che le potenzialità della pietra siano quasi infinite, specialmente oggi, visto che abbiamo a disposizione tecnologie idonee al taglio sottile dei materiali e quindi alla riduzione dei pesi.
Proprio in questi giorni stiamo mettendo a punto, con IL CASONE, un progetto di valorizzazione della Pietra Serena, in grado di trasformare le superfici, spesso troppo simili tra loro, dando vita a dei veri e propri wallpaper di pietra.
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