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le ultime novità di Casone

19.12.2008 | News

Liticità contemporanee

Il libro nato dalla collaborazione tra Kengo Kuma e IL CASONE
La materia come elemento generatore di forme: è il principio attraverso cui l’opera del maestro Kengo Kuma viene presentata, in questo volume, come “caso esemplare” di una ricerca condotta sulla pietra. La materia, appunto, attraverso la quale Kuma ci fa cogliere l’esistenza di strutture di significato inesplorate. L’architettura del maestro giapponese ci sollecita infatti ad andare “oltre” la figurazione, a muoverci nel territorio del potenziale. Lo spunto è stato offerto dal progetto e della costruzione dello Stone Pavilion a Verona, lo stand progettato per IL CASONE in occasione di Marmomacc 2007.
L’autore della monografia, Luigi Alini, sottolinea come a distanza di un anno da quell’esperienza umana e professionale, si sia avvertita la necessità di dar ordine alla notevole quantità di materiale prodotto e, soprattutto, come sia emerso il bisogno di comunicare gli esiti di una sperimentazione condotta sul tema della leggerezza litica. Lo Stone Pavillon viene presentato, quindi, come caso esemplare di un agire progettuale ma anche come un’immagine dalla potenza dirompente, che va oltre il suo significato specifico e che, parafrasando Warburg, potremmo definire come immagine che “ha memoria del futuro”.
Il volume fa parte della collana LITOS che, curata dal prof. Alfonso Acocella per IL CASONE, ogni anno proporrà una monografia dedicata alla pietra.
(Luigi Alini, Kengo Kuma. Liticità contemporanee. Da Stone Museum a Stone Pavillon, LIBRIA, 2008)

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L’AUTORE
Luigi Alini
(Napoli 1968)
Architetto, ricercatore in Tecnologia dell’Architettura presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Catania (sede di Siracusa), si occupa di strategie esecutive con particolare riferimento al rapporto tra costruzione e progetto.
Il suo interesse verso l’attività di Kengo Kuma è esteso alla ‘costruzione delle forme’; la sua indagine punta a ‘svelare’ il senso di una ricerca in cui la materia diventa elemento generatore di forme.
Tra le sue ultime pubblicazioni:
Kengo Kuma. Opere e progetti 1994 – 2004, Electa Milano, 2005, 2°ed.
Kengo Kuma Exhibition, a cura di, L. Alini e K. Kuma, Letteraventidue, Catania, 2007.
Le strategie Esecutive. L’integrazione delle competenze nel progetto, Liguori, Napoli, 2001.

IL COORDINATORE SCIENTIFICO DELLA  COLLANA LITOS
Alfonso Acocella
Professore ordinario di Tecnologia dell’architettura presso la Facoltà di Architettura di Ferrara, dove è responsabile della Commissione “Relazioni esterne e comunicazione”, attualmente insegna “Cultura tecnologica della progettazione” e “Costruzioni in pietra”. È Vicepresidente di SitdA (Società Italiano dei Tecnologi dell’Architettura).È Presidente del Comitato scientifico del Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte di Marsciano per il quale ha curato nel 2006 la Mostra “Rossoitaliano”. È responsabile del settore Architettura della rivista “Costruire in laterizio” dell’ANDIL. Parallelamente a contributi di natura saggistica ed editorialistica su riviste nazionali ed internazionali, ha pubblicato numerosi volumi sull’impiego della pietra e del laterizio in architettura. Nel 2005 ha editato in Rete il primo blog tematico d’architettura www.architetturadipietra.it sullo stile litico: un progetto iinnovativo, di natura trasdisciplinare e di intelligenza collettiva.
25.11.2008 | News

11 dicembre, Ferrara.

La Facoltà di Architettura inaugura Palazzo Tassoni
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Seppur circoscritta nell’arco di soli venti anni, la storia della Facoltà di Architettura di Ferrara è estremamente densa di avvenimenti, scelte qualificanti, risultati riconosciuti sul piano nazionale ed internazionale.
Gli spazi dell’Istituzione si sono espansi significativamente nel corso del 2008 con il complesso di Palazzo Tassoni, completamente recuperato attraverso un restauro scientifico. Tale risultato ha portato, quasi a conclusione, il processo di costituzione di un vero e proprio campus universitario incastonato nel tessuto della città storica estense. Le attività formative e di rappresentanza della Facoltà acquisiscono, così, alla piena funzionalità il nucleo monumentale della residenza rinascimentale destinato all’ampliamento delle strutture per la didattica, per la ricerca e per progetti culturali aperti alla città e al territorio che si intende promuovere in collaborazione con committenze pubbliche e private, organizzazioni di produzione e associazioni culturali dell’ambito locale e nazionale.
La cerimonia inaugurale del Palazzo è prevista per l’11 dicembre 2008 ed è aperta al pubblico esterno.

L’evento si articolerà per l’intera giornata attraverso i seguenti momenti culturali:

- ANTICO CONTEMPORANEO Convegno;
- SVELAMENTI. Esercizi per una inaugurazione;
- INAUGURAZIONE  PALAZZO TASSONI;
- ROSSOITALIANO. Opening Mostra
- CONCERTO A PALAZZO.


Prof. Alfonso Acocella
Responsabile Rapporti esterni e Comunicazione FAF
alfonso.acocella@unife.it

Per informazioni
Veronica Dal Buono
dlbvnc@unife.it
Tel. 3396249979
15.10.2008 | News

Marmomacc 2008

Interviste ai progettisti


08.10.2008 | News

Marmomacc. Best Communicator Award

Vince Il Casone, con Claudio Silvestrin
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"Per la capacità di rendere protagonista una sola pietra monocromatica con molte apparenze di superficie, ottenute da lavorazioni leggere. Ciò è stato raggiunto attraverso la forma simbolica della spirale, generatrice di un gesto misurato e raffinato": è la motivazione con cui la giuria del Best Comunication Award ha assegnato il primo premio allo stand IL CASONE, progettato dall’architetto Claudio Silvestrin.
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A definire l’immagine dello stand, su una base rettangolare di 8 x 15 metri: un nastro di pietra arenaria, in spessore sottile, ricavato da un blocco naturale di cava alto 3 metri. Con movenze spiraliformi, dopo alcuni volteggi senza contatto con il suolo, il nastro si poggiava, facendo della piattaforma il proprio palcoscenico. La particolare finitura, eseguita artigianalmente, è stata studiata per ricordare i lastricati storici delle città fra Emilia e Toscana, definendo così l’ambito geografico tipico d’estrazione della pietra serena e del colombino, materie prime del progetto.
Grande successo, quindi, per IL CASONE: la spettacolarità dello stand ha attratto un foltissimo pubblici di architetti, progettisti e designer presenti a Marmomacc, incuriositi dalla forma avvolgente della pietra e interessati ad approfondire le tecniche e le possibilità di un uso così innovativo ed originale della pietra naturale.
Ricordiamo che il premio giunge dopo la vittoria già ottenuta nel 2007 in occasione della prima edizione del Premio, che ha visto IL CASONE primeggiare con Kengo Kuma.

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Commissione Giudicatrice
- Aldo Bottoli - Direttore “Ricerca Sistema Osservatori Colore” e Coordinatore Commissione Ambiente ADI Index”
- Oscar G. Colli - Direttore “Il Bagno Oggi e Domani” ; Coordinatore Comitato Selezione ADI Index” Osservatorio permanente del Design ADI
- Livio Salvadori -  Redattore di “Casabella” e Commissione ADI Index
- Vincenzo Pavan -  Curatore Eventi Marmomacc per l’Architettura
- Mauro Albano -  Brand Manager di Marmomacc

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25.09.2008 | News

Il Casone e Claudio Silvestrin.

Lo stand che vedremo a Marmomacc (Verona, 2-5 ottobre)
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Pelle, Skin, Texture: è il tema dell’edizione 2008 di  "Marmomacc Incontra il Design", iniziativa che vede, ogni anno, la collaborazione tra designer di qualità e aziende leader del settore lapideo,su un tema specifico, in grado si stimolare la creatività e sviluppare un impiego innovativo dei materiali tradizionali. Un’iniziativa concreta e continuativa tra il mondo della creatività e quello dell’impresa, che si traduce anche in un premio rivolto agli espositori, il "Best Communicator Award", che l’anno scorso ha visto IL CASONE vincitore, con lo stand progettato dal maestro Kengo Kuma.
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Quest’anno, invece, è la volta di Claudio Silvestrin, con cui IL CASONE ha intrapreso una stretta sinergia per definire un progetto innovativo quanto originale, di cui diamo una piccola anticipazione.
E’ la suggestione della buccia d’arancia, trasferita alla fisicità della pietra, il tema portante del progetto di Silvestrin, in cui ritroviamo, ulteriormente approfonditi, i temi cari all’architetto, quali  la naturalità della materia, il piano orizzontale, il senso chiaro di direzionalità. La metafora della buccia d’arancia, che sembra srotolarsi progressivamente, allude alla ricerca della verità, al cammino verso il cuore del materiale.
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Il raggiungimento del cuore del padiglione rappresenta il metaforico atto conclusivo della ricerca-percorso compiuto da chi si interroghi sulla natura propria dei materiali.
Un progetto, quindi, in cui la "meraviglia" non prescinde da una visione approfondita delle peculiarità del materiale e dei contenuti del padiglione.
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31.07.2008 | News

Torino, XXIII Congresso Internazionale degli Architetti UIA.

Grande sucesso per la lectio di Kengo Kuma.
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Se lo scorso anno Kuma è stato tra i protagonisti della prima edizione di “Marmomacc incontra il design”, consentendo all’azienda IL CASONE di ottenere (grazie all’allestimento dello stand basato su un modulo lapideo di nuova concezione) uno dei tre riconoscimenti Best Communicator Award, quest’anno Marmomacc ha scelto proprio il raffinato, inconfondibile approccio del maestro giapponese  e il modulo IL CASONE, per allestire il proprio spazio dedicato alla formazione presso l’Oval, in occasione del  XXIII Congresso Internazionale degli Architetti UIA Torino 29 giugno-3 luglio).
Una fruttuosa collaborazione, quindi, nell’ambito della quale Kengo Kuma ha presentato il workshop dall’emblematico titolo “SOFT-STONE. Origami di pietra” durante il quale sono state illustrate le molteplici declinazioni del tema litico proposte dalle sue opere.
Grande successo inoltre per la lectio magistralis dello stesso Kuma, che ha attratto la presenza di un foltissimo pubblico di architetti e studenti. In sintonia con i suoi progetti, Kuma ha svolto un vero e prorio elogio del vuoto, che per lui ha in architettura la stessa importanza che ha il silenzio in musica. Un’architettura, quindi, non come celebrazione di sé ma come mezzo per scoprire qualcosa al suo interno. Altro punto fermo: il rispetto delle peculiarità dei luoghi e la predilezione per i materiali “poveri”, pensati in un’ottica di sostenibilità.
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