Casa Barbieri

Arch. Cristian Gasparini – NAT office   Reggio Emilia 

Il termine housescape proposto dal progettista per individuare la tipologia di quest’abitazione privata, è la sua chiave di lettura migliore. Per parola dell’autore infatti la residenza garantisce la privacy della famiglia, ma anche si immette percettivamente in una spazialità più ampia, facendosi diaframma di spazi aperti e chiusi, costruiti e naturali, variamente intrecciati fra loro. Si tratta dunque di una casa che cerca d’essere essa stessa parte del paesaggio, e con il paesaggio in rapporto simbiotico.

L’architettura s’organizza in blocchi parallelepipedi separati, sospesi rispetto alla quota di campagna, guadagnandone in leggerezza agli occhi del visitatore esterno, a dispetto di una pelle lapidea grezza, naturale, che sceglie i caratteri e le parole dell’uso massivo della pietra. L’uso massivo è in parte tradito dalle pezzature contenute dei conci in altezza, dagli spessori comunque ridotti, e dal lieve scarto cromatico fra conci e malta interposta, pur in giunto sottile.

Il punto dell’intero intervento in cui il colombino lavorato a spacco raggiunge i risultati di maggiore espressività è negli affacci che si fronteggiano a poca reciproca distanza fra i due volumi principali, con interposizioni significative tra loro di cristalli trasparenti e minime intromissioni d’acciai. L’accostamento secco, senza mediazioni, fra i materiali ed i propri caratteri percettivi più evidenti, esalta le differenze spiccate esistenti tra loro, offrendo al fruitore degli spazi una sensazione viva e dinamica. Prende corpo, e materia, lo spazio interesterno. Esso raccorda i volumi originariamente separati nella grande ricchezza di dotazioni: terrazze, piscina, percorsi, ampie superfici naturali, legate tra loro in modi avvolgenti anche tramite insistite linee orizzontali.

Dall’interno dell’abitazione, dall’intimità della casa, il cannocchiale costruito orientato verso il paesaggio rilancia con forza in esterno le energie convogliatesi dentro gli ambienti. La pietra le riconduce dall’esterno all’interno e viceversa, lungo camminamenti ricchi di visuali a sorpresa.