Piazza Castello

Luca Dolmetta   Cervo 
Il tipico quadrettato lapideo ottenuto posando cubetti d’estrazione solitamente dolomitica è qui visivamente proposto con elementi squadrati di colombino a spacco di 16 cm di lato, a campire in modo esteso una porzione di strada carrabile antistante l’ingresso del castello di Cervo. La posa delle lastre di 4 cm di spessore avviene su sottofondo rinforzato da rete elettrosaldata. Le lastre sono affiancate con giunto generoso, l’una centrante la mezzeria delle immediatamente prossime su file adiacenti.
Il manto stradale, puntualmente segnato dalla presenza di corpi luminosi a filo pavimento nella direzione dell’attraversamento, trova sui fianchi due sponde: sul lato a monte l’orografia del terreno in leggera salita limita l’estensione del lastricato principalmente con tre pedane a finitura lignea e di forma pressoché rettangolare, poi anche con rialzi in ciottoli aventi in testa di gradino bordi di contenimento nuovamente in colombino; sull’altro versante invece, verso castello e mare, ancora una volta contenimenti in colombino definiscono la linea di demarcazione fra traffico meccanizzato e pedonale.
Si crea dunque qui sul fianco del castello uno spazio ibrido, dalle vocazioni sia di marciapiede sia di prolungamento rialzato della piazza, con inserimenti d’arredi per la sosta, aiuole ed alberature. In questo punto le lastre di pietra colombina presentano piano superiore rigato a macchina, di dimensioni variabili tra i 20 x 45 cm ed i 45 x 70. Lo spessore ancora una volta di 4 cm completa una stratificazione in profondità di malta cementizia per 12 cm circa e massetto in conglomerato cementizio armato con rete elettrosaldata per altri 12 cm. Il disegno pavimentale è quello risultante dall’affiancamento ordinato di lastre a correre per file di diversa larghezza caratteristica.
L’accostamento cromatico dei materiali naturali pare particolarmente riuscito tra le arenarie di nuova posa, la matericità dei conci al perimetro murario del castello, le terrazze lignee e gli inserti verdi. Si completa così, con ricercato senso di continuità fra elementi, un paesaggio ricco di visuali marine e collinari.
Alberto Ferraresi