Piazza Castello

Gualtiero Oberti / Attilio Stocchi   Castel Rozzone 
Le scorribande sanguinarie dei Rozzone nel bergamasco si sono scontrate con la dura offensiva attuata dai Visconti, persa malamente dai locali nel 1386. Lance ed alabarde dei cavalieri sono oggi come trattenute sul campo di battaglia, a futura memoria. La prima asta conficcata con forza nel terreno ha mandato in frantumi lo strato ghiacciato superficiale, la galaverna del mattino, scatenando la reazione a catena che ha segnato ed increspato il calpestio. É accaduto contemporaneamente lo stesso con le altre 42 lance, alte 8 metri, che si contano sulla piazza. Come le traiettorie su di un biliardo, la frattura al suolo è allora rimbalzata via via contro le bordure dello spazio pubblico, tracciando secche, inedite geometrie lineari sul rettangolo di base. Il piano di piazza Castello a Castel Rozzone non è del resto perfettamente orizzontale: i colpi inferti dai soldati a cavallo, con le loro lance, al terreno, sono stati tali da produrre lievi ribassamenti - dunque anche compluvi - piccoli crateri e smottamenti, che ancor più lasciano traccia dell’animosità della battaglia. Al suolo ogni elemento è lapideo, sia le lastre, sia i compluvi realizzati su disegno per la raccolta dell’acqua meteorica a ridosso dei pali metallici. L’aver prescelto i pali, e con essi i compluvi, quali elementi generatori della geometria di posa e delle pendenze del calpestio, strategicamente facilita infatti la strada dell’acqua al raggiungimento dei punti di raccolta secondo le fughe lasciate ampie fra i conci; dunque le fughe larghe non assecondano solamente le dilatazioni termiche dei materiali. L’ideale strato gelivo infranto dalle alabarde della battaglia determina un manto di 2900 elementi lapidei, ciascuno realizzato a disegno. Ogni lastra è unica. Le panche risultano sospese dal suolo e costituite da un blocco di figura semplice, di spessore generoso. La vasca d’acqua è anche, esternamente, opera lapidea fornita su disegno, con una bordura in sommità definita da un leggero effetto chiaroscurale, ottenuto sottraendo precisamente materia, secondo un taglio orizzontale continuo. Lavorazione e posa sono opera di Trapattoni marmi.