Piazza Unità d'Italia

  Trieste 
Tra le caratteristiche più proprie della piazza della città storica europea, quella d’essere spazio pubblico volumetricamente racchiuso e contestualmente scoperto, trova in Piazza Unità d’Italia a Trieste caso principe ed esemplare. Il parallelepipedo proteso in direzione del mare è definito per tre lati dall’architettura monumentale, per il quarto dall’orizzonte increspato da bora, quinto e superiore è il cielo, sesto e conclusivo il tappeto pavimentale. Bernard Huet con Ceschia e Mentill architetti associati, intesse infatti  colombino e pietra aurisina entro un disegno chiaro e controllato, replicando nell’immagine complessiva del calpestio l’omogeneità planare e cromatica dell’affaccio superiore al cielo. Gli oltre quindicimila mq di posa si affidano ad elementi di dimensione e lavorazione tradizionale, cercando la riuscita dell’intervento nell’integrazione austera e priva di cadute di tono.
La pietra arenaria, a tutela del pedone in caso di gelo o d’eventi atmosferici eccezionali, presenta qui finitura lavorata, fiammata e spuntata. Alcune lastre riservano una costa liscia sul bordo a facilitare la raccolta delle acque metoriche. La pietra aurisina, solitamente bocciardata, è invece utilizzata principalmente per dare corpo alle sedute d’arredo urbano; anche caratterizza gli inserti pavimentali in cui sono alloggiati vari punti luminosi. Questi partecipano con punte di colore blu al quadro visuale che si compone dal crepuscolo in avanti. Anche partecipano con regola certa al disegno pavimentale complessivo, ottenendo ruolo chiave nel definire ritmo preciso all’acquisizione dello spazio. Appunto venendo al disegno pavimentale d’insieme, esso si suddivide in due campi principali entro l’unica pianta trapezia, a restringere il fuoco visivo verso mare, della piazza: il primo e principale è a sua volta suddiviso da direttrici geometriche centrali, a partire dalla fontana monumentale ed indirizzandosi alla mezzeria dei piloni verso mare; il secondo più a ridosso dell’acqua enfatizza i due ingressi dei palazzi d’angolo sul golfo.
Sui due lati lunghi dello spazio aperto, in virtù della riduzione d’ampiezza fra le quinte che si fronteggiano, è prevista al bordo specifica soluzione pavimentale con coppia di lastre d’uguale dimensione di volta in volta da ridefinire.