Piazza Vittorio Veneto

Boris Podrecca   Trieste 
E' sufficiente lo scarto contenuto di 3 cm nella posa dei conci, anche quale fondale all'acqua, per incontrare una sensibilità progettuale sottile, capace con gesti lievi di risultati fortemente emozionali. Boris Podrecca firma a Trieste un progetto di personalità, ricercante, oltre  l'arricchimento dei contenuti, la stabilizzazione delle nuove energie ricondotte a mutato equilibrio.
Il dimensionamento specifico prescritto al taglio delle arenarie impiegate è segno della connessione stretta fra idea e preesistenze, come pure del materiale che si declina secondo le tensioni del luogo e del progetto, a suggellare la vocazione d'ogni opera d'architettura e d'ogni spazio d'essere unico e irripetibile.
Fiammatura, presenza d'acqua, scelte cromatiche d'essenza e minima intromissione di vena lapidea introducono valori di percezione di superficie. Essi esaltano il gioco di riflessi all'irraggiamento naturale ed ai tagli artificiali radenti.  
L'autorimessa sotterranea è solo marginalmente percepita nelle occasioni di risalita limitate ai vertici del rettangolo di base.
Il disegno complessivo riconosce la dimensione prevalente della geometria di partenza contenuta fra le vie Milano e Galitti; cadenza il ritmo d'acquisizione del centro con linee regolari ortogonali larghe 36 cm circa ad inquadrare lastricati posati a correre; esalta gerarchicamente il fulcro monumentale sia mediante la dimensione crescente dei conci, sia innalzando in grado il ruolo del giunto fra di essi. Le fughe infatti si materializzano divenendo tessere litiche del casellario di base larghe 15 cm (approssimando al numero intero per semplicità), mentre gli elementi monolitici di 54 x 75 cm sono ingigantiti entro campiture omogenee ottenute per accostamento di quattro lastre identiche fino alla dimensione complessiva di 85 x 185 cm. Aggiunge tensione nervosa la scelta chiaroscurale bicroma, sempre crescente a ridosso della vasca monumentale. Il progetto pavimentale stende infine il tappeto lapideo fra i due ingressi signorili dei palazzi prospettanti su piazza per tutta la dimensione del suo lato maggiore, tappeto su cui la presenza scultorea centrale è idealmente poggiata.