Spazio Gerra

Christian Gasparini   Reggio Emilia 
Nello spazio originariamente sede dell’albergo Cairoli del centro storico di Reggio Emilia trova oggi collocazione il Centro per la Fotografia e Arte Contemporanea Marco Gerra, intitolato all’artista scomparso. La particolare collocazione in adiacenza alle architetture monumentali della città stimola la ricerca del progettista, l’architetto Christian Gasparini, alla volta di soluzioni, particolarmente di paramento murario, capaci di dialogo con l’esistente. Ne deriva la lettura dei segni marcatamente orizzontali dell’edilizia consolidata a ribadire in affaccio specialmente le quote di solaio con marcapiani, ed a suggerire, con leggeri tagli negli intonaci di piano terra, il rimando ai conci lapidei delle architetture di maggiore pregio. Pur intervallata dunque da ampi tagli vetrati verticali ed a tutta altezza, dimensionalmente a confronto diretto con i vicoli dei centri storici squarcianti il costruito denso con tagli improvvisi, la pelle di Spazio Gerra ripropone l’orizzontalità secondo propria logica. I conci lapidei non sono più quindi simulati ad intonaco, ma reali. Il corso tipico è alto 60 cm e si costituisce di elementi di 3 misure: 150, 120 e 100 cm. Lo spessore sottile di 2 cm, nella dimensione ampia dei conci, è supportato dal sistema di posa a malta, rinforzata secondo le applicazioni del betoncino e con giunto di sicurezza. Tra un corso e l’altro, l’orizzontalità pure è accentuata dal sistema di sormonto, realizzato mediante scuretto in alluminio, utile segno di livello alla regolarizzazione della quota di posa dei conci stessi. Verticalmente, invece, il giunto fra elementi litici s’annulla nell’applicazione sottile di silicone in colore d’essenza lapidea, ad accrescere l’idea visiva della fascia continua fra i tagli delle bucature verticali.
Ulteriore segnale sensibile di riconoscimento del linguaggio del centro storico risiede nella scelta cromatica, per cui alle creme di varia tonalità gialla delle opere d’immediato intorno rispondono le sfumature lievi  dell’arenaria dorata di nuovo progetto. Ad essa il ruolo di caratterizzazione della quinta, sul fondo di piazza XXV aprile, con la quale la realizzazione innesca rapporti di significativa complementarietà.