Studio Farini a Pianoro

Giorgio Farini   Bologna 

Un architetto che ama i materiali poveri ma nobili della nostra tradizione, un'oasi di pace nella campagna bolognese, un vecchio casolare che ha magicamente trovato una nuova identità: Giorgio Farini ha trasformato quello che era un semplicissimo capannone agricolo nel suo laboratorio progettuale. Per chi da oltre 20 anni fa dell'architettura d'accoglienza e residenziale la sua specialità, progettare il proprio studio, non poteva che essere un'impresa ricca di stimoli. Attento conoscitore delle tecniche di recupero e restauro, Farini ha fatto della pietra, del legno e del ferro gli elementi del suo costruire, ed era perciò inevitabile ritrovarli nella composizione di questo edificio rinato. Il desiderio di conservare la disposizione dei muri perimetrali è andato di pari passo con quello di modificare il rapporto interno-esterno, il che si è tradotto nella scelta di rendere una delle facciate principali completamente trasparente. Così il paesaggio smette di essere contorno o contesto, per entrare a far parte dell'architettura stessa. Il rapporto con la natura si fa strettissimo: la campagna entra negli spazi interni con la benvoluta prepotenza delle sue immagini forti, cariche di colori e di emozioni.
Tutto il resto è pietra e alluminio. I profili metallici incorniciano le superfici trasparenti con forme regolari che enfatizzano il minimalismo delle soluzioni compositive. Dove l'edificio si chiude all'esterno, è la pietra serena a disegnarne il profilo, riportandolo ad una più forte e consistente matericità. Qui la superficie si fa opaca ma non perde in leggerezza, grazie ad una texture estremamente liscia.
Il colore è quello voluto dall'architetto Farini, che ha sottoposto la pietra serena Il Casone a trattamenti studiati ad hoc per renderla più scura e accentuare così il contrasto con l'immaterialità del vetro. Il segno rigoroso delle grandi lastre grigie aggiunge un tocco più deciso all'immagine dell'ex casolare, che assume così una personalità forte. Il risultato è un edificio che emoziona: per la bellezza e la semplicità, per il gioco di contrasti e la potenza della luce, per la composizione volutamente priva di qualsiasi accenno al frivolo. Anche la distribuzione interna rispecchia questa filosofia progettuale, attraverso soluzioni che prediligono la funzionalità dei grandi spazi, riservando invece un ambiente più raccolto alla zona notte.

Laura Della Badia