Villa Brandoli

Sergio Brancolini   Castelvetro 
Sul primo appennino modenese incontriamo la rivisitazione in senso monumentale d’un fabbricato colonico d’ampie consistenze, a firma dello Studio Bentivogli. L’intervento, esteso dalla riqualificazione del volume principale alle sistemazioni esterne anche a verde, sceglie i componenti tipici del linguaggio classico degli ordini architettonici quali elementi su cui lavorare per ottenerne strumenti di coerenza di segno ed indicatori di qualità. Basamenti, fusti, capitelli, marcapiano, bancali, stipiti, cornici, mostre di porte e finestre, coronamenti, così come pure gli elementi d’arredo al verde quali fusti, fontane, caditoie, sedute, sono tutte realizzate in pietra arenaria grigia, debitamente lavorata per sottrazione a ragguagliare dettagli definiti a disegno. L’effetto scultoreo è sobrio e controllato.
Ad evitare pericoli di ridondanze improprie per via degl’inserti di richiamo classico, concorre in modo efficace la scelta cromatica ricadente su apprezzabili lievi scostamenti fra tonalità in scala di grigio. A questa strategia partecipa anche la scelta lapidea, con conci alle specifiche postazioni assegnate, in evidenza per omogeneità di colore e delicatezza di grana. Complessivamente l’opera si segnala per la compostezza e la coerenza dell’esito finale.
Il terreno scosceso e la posizione del fabbricato insieme porgono l’occasione per una serie di necessari raccordi e risalite fra le varie quote; anche si rendono obbligati i contenimenti del terreno in prossimità dei passaggi. Con tratto unitario si progettano allora la scala monumentale principale ed alcune rampe secondarie, oltre ai momenti di sosta lungo le sequenze di gradini. Sono questi spazi definiti con grande precisione nel taglio regolare delle lastre di pavimentazione, sempre con dimensione rientrante in modo modulare nelle ampiezze di percorso, sempre con ritorno dimensionale dei sottomultipli per i pezzi speciali studiati ad esempio per le caditoie. Le sommità dei fianchi a contenimento del verde sono risolte in taluni casi con minimi risalti scultorei, ad uscire dalla tipica bidimensionalità di lastra.