Villa Lugano, Carona

Angelo  Pozzoli / Marco Sangiorgio   Carona 

L'avvento dei cementi armati ha scalzato in Svizzera la tradizione secolare dei muri in forte spessore eseguiti in pietra, materia prima abbondante e disponibile in questo territorio pressoché completamente montuoso a nord delle Alpi italiane. Conseguentemente le modalità espressive dei conglomerati, alla ricerca di un minimalismo talvolta esasperato, hanno in buona parte azzittito la ricca gamma di soluzioni tecniche ed estetiche offerte ad esempio dall'assemblaggio dei conci lapidei, e dalle concatenazioni fra essi possibili nel sormontarsi dei corsi orizzontali. Quest'abitazione con vista sul lago di Lugano riabilita la pietra all'esterno dei volumi, celando così con materiale naturale una struttura comunque cementizia, a cui si demanda in questa occasione la sola funzione strutturale che le è propria, dispensandola da quella estetico-formale.
Per la pelle esterna dei nuovi volumi è scelta la pietra, come a fronteggiare le montagne circostanti con il medesimo materiale di cui esse sono costituite. La finitura scabra accentua l'idea di ripristinata naturalità perseguita dal progettista. Sempre in esterno le lastre sono pure applicate sul piano di calpestio, a riproporre sulle terrazze la geometria di doghe lignee, ma posate secondo un disegno assai controllato ed ortogonale rispetto a quanto avviene al chiuso. Parallelamente a questo tentativo operato dagli orizzontamenti interni, di proporsi reinterpretati all'esterno, alcuni conci di Pietra Forte Fiorentina cingono al coperto una piscina privata, pure risalendo le pareti dell'ambiente che la comprende, in lastre dalla forma squadrata, questa volta rese continue dal giunto cementizio tradizionale in luogo della fuga aperta.
Completa la declinazione delle arenarie nel progetto, la realizzazione di alcuni regolari elementi d'arredo su disegno, per l'ampio spazio esterno riservato al giardino.